Amare se stessi

Amarci guarisce e ci fa felici. Ed è il miglior regalo che possiamo offrire agli altri...!!!

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Foto del psicoterapeuta canadiense Nathaniel Branden

Nathaniel Branden è uno psicoterapeuta canadese la cui opera è incentrata sullo studio dell’autostima, campo nel quale fu pionero. Partendo dalla psicologia è arrivato a conclusioni equivalenti a quelle di coloro che hanno affrontato la stessa problematica ma da un punto di vista “spirituale”, come Louise L. Hay.

Quello che segue è un frammento del suo libro “The Six Pillars of Self-Esteem” (I Sei Pilastri dell’Autostima):

L’autostima si manifesta in maniera semplice e diretta. Quando osserviamo in una persona la maggioranza delle seguenti qualità, sicuramente siamo di fronte a una persona che ha un livello salutare di autostima:

  • L’autostima proietta il livello di piacere che sperimenta una persona per il solo fatto di esser viva, nell’espressione del suo volto, nel suo modo di parlare e nel linguaggio del corpo.
  • L’autostima si esprime nella tranquillità con cui si parla delle virtù e dei difetti, in forma diretta e onesta.
  • L’autostima si manifesta nella comodità e nel piacere che la persona sperimenta nel dare e ricevere complimenti, affetto o amore.
  • L’autostima si riconosce per l’apertura alle crtiche e la capacità di riconoscere gli errori. Non è legata all’immagine di “essere perfetto”.
  • L’autostima si può osservare nell’armonia che esiste tra quello che si dice e che si fa.
  • L’autostima si rivela nell’attitudine di mostrare curiosità ed essere aperti a nuove idee, nuove esperienze o nuove possibilità.
  • L’autostima si manifesta nella capacità di gioire degli aspetti felici della vita, di se stessi e degli altri.
  • L’autostima si esprime a se stessa nella flessibilità personale a rispondere a ostacoli e sfide, dal momento che si confida in se stessi e non si vede la vita come qualcosa di sgradevole o faticoso.
  • L’autostima si riconosce in un comportamento firme (non inflessibile) con se stessi e con gli altri.
  • L’autostima permette di mantenere l’equilibrio emotivo in situazioni di stress.
  • Quando i sentimenti di ansietà o insicurezza, se appaiono, sono ragionevolmente facili da controllare e trascendere, il livello di autostima tende ad essere elevato.
  • La tranquillità e la spontaneità vanno a braccetto con l’autostima. Riflettono il fatto che la persona non è in guerra con se stessa.

Altri libri di Nathaniel Branden sono: Le Donne e la Stima di Sé, L’Arte di Vivere Consapevolmente, La Psicologia dell’Amore Romantico, The Power of Self-Esteem (Il potere dell’autostima), The Psychology of Self-Esteem (La psicologia dell’autostima), Honoring the Self (Onorando se stessi), How To Raise Your Self-Esteem (Come far crescere la tua autostima), Self-Esteem Every Day (Autostima per tutti i giorni) e Self-Esteem at Work (Autostima sul lavoro).

Traduzione di Chiara Franchini

Il testo che segue è stato scritto dal Dr. Joe Vitale. La storia che ci racconta e le sue riflessioni racchiudono una sfida, una benedizione: la realtà esterna coincide con la nostra creazione individuale e, se lo accettiamo pienamente, possiamo guarirla attraverso l’amore.

La guarigione del tuo mondo comincia dentro di te:

Foto del Dr. Joe Vitale e del Dr. Ihaleakalá Hew Len

Qualche anno fa, sentii parlare di un terapeuta nelle Hawaii che curò un capannone intero di pazienti criminali con serie patologie (pazzi) senza nemmeno visitarne uno. Lo psicologo studiava la scheda del paziente e poi guardava dentro se stesso per vedere come lui (lo psicologo) avesse creato l’infermità di questa persona. Nella misura in cui lui migliorava, anche il paziente migliorava.

La prima volta che sentii parlare di questa storia, pensai fosse una leggenda urbana. Come poteva una persona qualsiasi curare qualcun altro mentre cercava di curare se stessa? E, come poteva – anche nel caso si fosse trattato di un vero maestro – con un grande potere di auto-guarigione, guarire criminali malati? Non aveva senso, non era logico. Fu così che cestinai questa storia.

Tuttavia, l’anno seguente la sentii di nuovo. Il terapeuta aveva usato un procedimento di guarigione chiamato “Ho´oponopono”. Non avevo mai sentito parlare di questa tecnica, ma non potevo smettere di pensare a questa storia. Se era totalmente vera, dovevo saperne di più.

Ho sempre pensato che “responsabilità totale” significhi essere responsabile di quello che penso e faccio io. Ma questo caso va oltre, rimane fuori dalla mia portata. Credo che la maggior parte della gente la pensi come me sulla responsabilità: siamo responsabili di ciò che facciamo noi, non di ciò che fanno gli altri. Ma non è così.

Il terapeuta Hawaiano che guarì queste persone mentalmente inferme, il Dr. Ihaleakalá Hew Len, mi avrebbe insegnato una nuova prospettiva riguardo a ciò che significa responsabilità totale. Parlammo più o meno un’ora durante la nostra prima conversazione telefonica. Gli chiesi di raccontarmi la storia completa del suo lavoro come terapeuta.

Mi spiegò che aveva lavorato nell’Ospedale Statale delle Hawaii per quattro anni. Il padiglione in cui chiudevano gli infermi criminali era pericoloso. Di norma nel giro di un mese gli psicologi si rifiutavano di lavorarci. La gente che attraversava il padiglione camminava con le spalle ridosso al muro, timorosa di venir attaccata dai pazienti. Non era un luogo piacevole da vivere, né dove poter lavorare, né da visitare.

Il Dr. Len mi disse che non aveva mai visitato i suoi pazienti. Aveva concordato di avere un ufficio e poter studiare i fascicoli. Mentre li leggeva, lavorava su se stesso. E mentre lo faceva, i pazienti miglioravano.

“Dopo qualche mese, potei iniziare a dedicarmi a quelli che sarebbero dovuti rimanere incatenati, volevo che camminassero liberamente” mi disse. “Ad altri, che dovevano essere continuamente medicati, gli si poté ridurre le dosi. E alcuni, che non avrebbero nemmeno avuto la possibilità di essere liberati, furono dimessi”. Rimasi stupefatto. “Non solo”, continuò, “il personale iniziò a beneficiare del mio lavoro.”

Un processo di guarigione hawaiano: Ho'oponopono

“L’assenteismo ed i cambi del personale diminuirono considerevolmente. Infine il personale risultò essere abbondante rispetto a ciò di cui c’era bisogno perché i pazienti erano liberi, ma veniva a lavorare ugualmente tutto. Oggi questo padiglione è stato chiuso.”

A questo punto, naturalmente, gli feci la domanda da un milione di dollari: “Che cosa fece lei su se stesso che provocò il cambiamento in queste persone?”

“Semplicemente guarivo la parte di me che aveva creato queste infermità” disse lui. Non compresi. Il Dr. Len mi spiegò che per responsabilità totale si intende tutto ciò che è presente nella tua vita. Semplicemente perché è nella tua vita è tua responsabilità in senso letterale. Tutto il mondo è una tua creazione.

Wow! Tutto ciò è molto difficile da accettare. Essere responsabile per ciò che dico o faccio è una cosa. Ma essere responsabile per ciò che qualsiasi persona nella mia vita fa o dice, è altra cosa, molto diversa. Se ti assumi completa responsabilità della tua vita, dunque di ciò che vedi, ascolti, assapori, tocchi o sperimenti – in ogni caso – è tua responsabilità. Ciò significa che l’attività terrorista, il presidente della tua nazione, l’economia o qualsiasi cosa che sperimenti e non ti piace, sono lì affinché tu le guarisca. Non esistono, vale a dire, se non come proiezioni che escono da dentro di te. Il problema non sta lì fuori, è in te, e per risolverlo devi cambiare.

So che tutto ciò è difficile da accettare, molto meno da vivere davvero. Dare ad un altro la colpa è molto più facile che assumere la responsabilità totale. Ma mentre parlavo con il Dr. Len, cominciai a comprendere che questo modo di guarigione molto particolare l’Ho’oponopono, significa amare pienamente se stessi.

Se desideri migliorare la tua vita, devi guarire la tua vita. Se desideri curare qualcuno, anche un criminale mentalmente infermo, lo fai curando te stesso.

Domandai al Dr. Len come curava se stesso, cosa faceva esattamente quando guardava i fascicoli dei pazienti.

Diceva semplicemente “Mi spiace” e “Ti amo”, una e un’altra volta, mi spiegò: “Mi spiace…Ti amo”

“Solo questo?”

“Solo questo.”

“Risulta che amare te stesso è la forma migliore di migliorare te stesso. E mentre migliori te stesso, migliori il tuo mondo.”

Permettimi di darti un esempio veloce di come funziona: in un’occasione ricevetti una e-mail molto aggressiva, che mi destabilizzò. Normalmente avrei cercato di maneggiare la situazione lavorando sui miei aspetti emozionali più negativi o trattando di ragionare con la persona che mi aveva inviato il messaggio. Questa volta decisi di provare il metodo del Dr. Len. Mi misi a pronunciare silenziosamente “mi spiace” e “ti amo”. Non lo dicevo a nessuno in particolare. Stavo semplicemente invocando lo spirito d’amore per sanare, dentro di me, ciò che stava creando questa circostanza esterna.

Nel giro di un’ora ricevetti un’altra e-mail dalla stessa persona. Si scusava per il messaggio anteriore. Tieni presente che non feci nessuna azione esteriore che potesse provocare quelle scuse. Non avevo nemmeno risposto al messaggio. Tuttavia, solo dicendo “ti amo”, in qualche maniera guarii dentro di me ciò che stavo creando in lui.

Ho'oponopono: Dr. Joe Vitale e Dr. Dr. Ihaleakalá Hew Len

Tempo dopo assistetti ad un laboratorio di Ho’oponopono condotto dal Dr. Len, che ora ha più di 70 anni ed è uno sciamano venerabile e solitario.

Elogiò il mio libro, “The atractor factor” (Il fattore di attrazione). Mi disse che mentre io miglioro me stesso, la “vibrazione” del mio libro aumenterà e lo sentiranno tutti quando lo leggono. In sintesi: nella misura in cui mi miglioro, i miei lettori miglioreranno.

“E che succederà con i libri che ho già venduto e sono lontani da me?” domandai.

“Non se ne sono andati realmente”, spiegò ancora una volta infondendo nella mia mente la sua saggezza mistica. “Sono ancora dentro di te”. In sintesi: non c’è un fuori. Cercare di spiegare questa tecnica con la profondità necessaria mi porterebbe a scrivere un libro intero, per trasmettere qualcosa di simile al concetto che: se desideri migliorare qualsiasi aspetto o situazione nella tua vita, c’è solo un posto in cui provare a farlo, dentro di te. E quando guardi lì, fallo con amore”.

Dr. Joe Vitale

Traduzione di Chiara Franchini

Perdonare è impossibile quando…

…crediamo alle nostre emozioni negative, che ci indicano l’altro come responsabile del nostro dolore.

…sentiamo che l’unica soluzione accettabile di un conflitto o di qualsiasi situazione che ci provoca dolore o angoscia è che succeda un certo avvenimento esterno, e non invece un profondo cambio nella nostra interpretazione di quello che sta succedendo.

…nuovamente sperimentiamo il dolore provocato da un’offesa.

Disegno di un uomo e una donna, in mondi diversi (Titolo: Together, Autore: Pete Revonkorpi)
L’illustrazione è di Pete Revonkorpi

ma perdonare è facile quando…

…comprendiamo che sono le nostre emozioni e le attitudini che abbiamo verso noi stessi che ci possono provocare dolore, e non i conflitti, le perdite ecc.

…ci amiamo incondizionatamente, vale a dire, quando ci amiamo indipendentemente dalla nostra condotta, dai nostri limiti più evidenti, dall’esito della situazione in cui siamo coinvolti.

…ci rendiamo conto del fatto che in realtà non esistono offese né perdite né conflitti. Quando comprendiamo che la nostra felicità e pienezza non dipendono dagli eventi esterni, ma al contrario: gli eventi esterni riflettono solo la profondità dell’amore che sentiamo per noi stessi.

Axel Piskulic

Traduzione di Chiara Franchini
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