Amare se stessi

Amarci guarisce e ci fa felici. Ed è il miglior regalo che possiamo offrire agli altri...!!!

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Foto de una joven sonriendo

Nel libro Un Corso di Miracoli troviamo molte volte, ripetuta in diverse maniere, l’idea che in realtà “non siamo mai arrabbiati per la ragione che crediamo”.

Tuttavia, ogni volta che ci arrabbiamo, “sappiamo” con assoluta chiarezza con chi esattamente siamo arrabbiati e per quale motivo.

Questa apparente confusione verrà chiarita quando comprenderemo il meccanismo della proiezione:

Ciò che ci fa arrabbiare di un determinato atteggiamento di qualcuno o che ci infastidisce di una determinata situazione che dobbiamo affrontare, è che ci mostrano, come fossero specchi, un volto o un conflitto che in realtà sono nostri, che formano parte del nostro mondo interiore.

La situazione o la persona che ci fanno arrabbiare, ricreano di fronte a noi una caratteristica propria, della nostra personalità. Ma non una caratteristica qualsiasi, ma una a cui non siamo conformi, che ci risulta in particolar modo sgradevole e che combattiamo dentro di noi.

Anche nel caso in cui sappiamo in anticipo come funziona il meccanismo della proiezione, quando realmente ci arrabbiamo, quando ci sentiamo profondamente avviliti per una persona o per una situazione, ci risulta molto difficile accettare questa spiegazione e tendiamo a “dimenticarla”, incluso se in questi momenti qualcuno ce la ricorda. Capita che siamo inclini a credere che non sia applicabile a quella situazione particolare, che siamo di fronte ad una eccezione.

Foto de un joven sonriendo

L’interpretazione di quale sia la vera causa del dolore che sperimentiamo durante un conflitto, è un compito esclusivamente personale. A volte altre persone (un terapeuta, per esempio) possono aiutarci con una interpretazione accertata, ma questo aiuto ci sarà utile solo se ci conduce ad una comprensione personale della vera causa del nostro malessere. A tal proposito e titolo di guida molto generale per cercare di interpretare correttamente quale faccia di noi ci sta mostrando una determinata situazione esterna, ti propongo una semplice classificazione. Si tratta di tre forme molto frequenti che adotta il meccanismo della proiezione per “nasconderci” qualche nostra caratteristica che ancora non siamo riusciti ad accettare:

1)Di frequente troviamo particolarmente sgradevoli alcune sfaccettature della personalità di altre persone che possiamo trovare anche in noi stessi. Per esempio, se siamo ritardatari e questa è una caratteristica di noi che ci disgusta e vergogna, è probabile che anche vedere questo “difetto” negli altri ci dia molto fastidio.

2) A volte le caratteristiche di altre persone che non ci piacciono in maniera spropositata non sono facce della nostra personalità. Di fatto, mai e sotto nessuna cirsostanza ci permetteremmo di agire in questa maniera “così sgradevole”. Bene, probabilmentese si tratta di una caratteristica nostra, che abbiamo represso, probabilmente come strategia difensiva durante il processo di educazione, se ci sembrava troppo rigido. Per esempio, i genitori di oggi che si arrabbiano per quanto i loro figli adolescenti siano disordinati, educati in un intorno più tollerante. Senza dubbio ci sono lati della personalità che effettivamente sono validi e che certamente è coveniente avere. Così, è preferibile che siamo ordinati, responsabili, onesti e generosi, piuttosto che disordinati, irresponsabili, disonesti o egoisti. Però, solo se abbiamo potuto sviluppare una determinata qualità, lungo un processo di maturazione o crescita, possiamo davvero considerarla nostra ed essere indifferenti a ciò che fanno gli altri. Non se la adottiamo per timore.

3) Infine, siamo in genere particolarmente suscettibili a certe forme di trattamento sconsiderato o di maltrattamento. In questi casi è molto probabile che stiamo per essere trattati esattamente allo stesso modo in cui trattiamo abitualmente noi stessi. Ciò che la rabbia che proviamo verso l’altro pretende di nascondere è il profondo malessere che ci provoca la mancanza di una relazione sana e amorosa con noi stessi.

Foto de una mujer mayor sonriendo distendida

Infine, per concludere questo articolo con una visione positiva e ottimista (e per renderci giustizia…!!!), è certo anche che ciò che vediamo di buono e di gradevole ogni giorno “all’esterno”, cioè nelle situazioni che dobbiamo vivere e nelle nostre relazioni con gli altri, il bello e gradevole che vediamo ogni giorno, è anch’esso un fedele riflesso del nostro mondo interiore. E nella misura in cui andiamo conoscendoci, accettandoci e volendoci più bene e più profondamente, allo stesso modo andrà migliorando la nostra interpretazione della realtà.

Axel Piskulic

Traduzione di Chiara Franchini

Una tecnica molto diffusa per aiutarci a creare la realtà che desideriamo è “La mappa del tesoro”. Consiste nel ritagliare immagini di riviste (o stamparle, se le prendiamo da internet, o addirittura possiamo realizzare noi i nostri disegni) che rappresentano situazioni che vogliamo diventino realtà nella nostra vita, per poi incollarle su un cartone o un supporto simile. Ognuno può farlo secondo il suo gusto e della grandezza che desidera, non ci sono regole rigide. La mappa del tesoro ci permette, soprattutto se la osserviamo accuratamente ogni giorno, di tenere presente quali sono i nostri desideri, di sviluppare le emozioni positive che ci faciliteranno il loro raggiungimento e – questo è un aspetto molto importante della tecnica – di identificare le credenze che probabilmente ne stanno impedendo la realizzazione.

Ilustración della dea Gaia, mentre dà vita alla Tierra (Titolo: Breath of Gaia, Autrice: Josephine Wall)
Le illustrazioni sono di Josephine Wall

Dal libro “Visualizzazione Creativa”, di Shakti Gawain:

La mappa del tesoro

Shakti Gawain
Foto de Shakti Gawain, autrice del libro Visualizzazione creativa

La tecnica di tracciare una “mappa del tesoro” è molto efficace e divertente. Si tratta di una rappresentazione della nostra realtà desiderata. È molto utile perché forma un’immagine particolarmente chiara e precisa che successivamente può attrarre e focalizzare energia nell’oggetto. Funziona in modo simile ai piani per la costruzione di un edificio.

Possiamo fare una mappa del tesoro disegnando, o con un collage, di disegni e parole ritagliate da riviste, libri, poster, foto, ecc. Non dobbiamo preoccuparci se non otteniamo un lavoro artistico. Le mappe del tesoro semplici, come i disegni dei bambini, sono efficaci tanto come le opere d’arte.

Principalmente, la mappa del tesoro deve mostrare noi stessi nello scenario ideale, con l’obiettivo totalmente raggiunto.

Queste sono alcune norme che ci aiuteranno a realizzare le mappe del tesoro più efficaci:

Dobbiamo assicurarci di includere anche questa ultima affermazione: “Questo, o qualcosa di meglio, si manifesta per me in totale soddisfazione e armonia, per il bene di tutti coloro che ne sono coinvolti”.

Il processo di creare la nostra mappa del tesoro è un passo importante verso la manifestazione dell’obiettivo. Dobbiamo solo dedicare qualche minuto al giorno per osservarla tranquillamente, e pensarci di tanto in tanto durante il giorno. Tutto qui.

Shakti Gawain

Traduzione di Chiara Franchini
Ilustración de un hada del bosque (Título: The Forest Fairy, Autora: Josephine Wall)

Si può dire di David Hoffmeister che è un Maestro o che ha raggiunto l’illuminazione, ma probabilmente è piú efficace presentarlo semplicemente come qualcuno che fa bene ascoltare.

Il primo incontro che ho avuto con la figura di David è avvenuto attraverso un semplice aneddoto. La persona che lo ha riportato, prima ha spiegato che per molti anni aveva scelto città della costa per le sue vacanze, sempre durante le ultime settimane d’estate, perché gli piaceva molto la spiaggia, specialmente quando non c’era tanta gente.

Però gli appariva molto triste vedere quale quantità di cani abbandonati percorreva le spiagge in questi periodi dell’anno perché sapeva che erano le mascotte che certi genitori senza scrupoli avevano comprato per i loro figli all’inizio dell’estate e che ora abbandonavano semplicemente perché risultava scomodo portarli a casa e prendersi cura di loro per il resto dell’anno.

Foto de un perro corriendo, feliz, en la playa

In una delle sue visite in Argentina, David trascorse alcuni giorni in spiaggia, in una di queste città della costa, giusto al termine dell’estate. Di ritorno da Buenos Aires realizzò che la cosa più meravigliosa di tutto il viaggio era stato il suo indimenticabile incontro con i cani in spiaggia. Sapeva che erano stati abbandonati peró per lui, nonostante tutto, erano pieni di allegria, completamente liberi, giocando, gioendo e rispondendo con amore a qualsiasi gesto affettuoso.

Il racconto di questo aneddoto terminò con la seguente riflessione: Non vediamo il mondo cosí com’é, ma cosí come siamo. Lí dove vedevamo solo creature abbandonate, David, più cosciente di noi della nostra vera natura, poteva vedere molto di più…

Axel Piskulic


Link al sito web di David Hoffmeister

Traduzione di Chiara Franchini
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